Un altro genere di forza | Presentazione Chiricosta

Un altro genere di forza | Presentazione Chiricosta - di

Venerdì 25 ottobre ore 18 presso Esc Atelier autogestito | Il laboratorio Infosex Esc invita tutt* alla presentazione del libro Un altro genere di forza di e con Alessandra Chiricosta

 A partire dai laboratori di autocoscienza corporea femminista portati avanti l’anno scorso, passando per la nascita dell’avatar Pentesilea e del progetto G.U.A.I. a chi ci tocca, apriamo uno spazio di dibattito per risignificare il concetto di forza che segni il percorso di avvicinamento alla manifestazione nazionale del 23 novembre contro la violenza maschile e di genere.
 
La costruzione occidentale del concetto di forza come maschile e muscolare, contrapposta ad un femminile debole e remissivo, è un ulteriore dispositivo di controllo dei corpi e del loro modo di muoversi nello spazio e nelle relazioni.
Il libro articola uno stravolgimento di queste categorie, svela la violenza del paradigma binario, e indica nuove strade per conoscere e comprendere cosa sia la forza, anzi le forze, di cui ognun* può fare esperienza e che può imparare a indirizzare. Muovendosi sul tragitto segnato da Simone Weil e Angela Putino, ripercorrendo le storie delle Amazzoni e delle donne guerriere, confrontandosi con il tema della forza nella filosofia Daoista, il libro traccia una via etica e politica che risuona potentemente nella pratica transfemminista. 
 
* Durante la presentazione sarà presente uno spazio bimbu a cura de* attivist* di Esc Atelier Autogestito
* Sarà anche presente un banchetto con alcune copie del libro 
 
#nonunadimeno
#rivoltapermanentetrasfemminista
#guaiachicitocca
 
Dalla quarta di copertina di Un altro genere di forza
“I maschi sono forti, le donne sono deboli: sembra un’ovvietà che spiega molto dei rapporti tra uomini e donne, di come si sono strutturati e organizzati nel corso della Storia. I forti tendono a combattere e distruggere, i deboli ad accudire e proteggere la vita: così si è creata una dicotomia che fa della forza una via maestra verso la violenza, e della cura una premessa della mitezza e della pace. Ma siamo sicuri che questa differenza si radichi nella “natura”? E che non sia invece una costruzione culturale, un “dispositivo biopolitico” da smontare per svelare un paradigma che ha limitato fortemente l’esplorazione di altre dimensioni ed elaborazioni di concetti come “femminilità” e “mascolinità”. 
È il paradigma, non l’oggettività corporea, ad aver articolato le relazioni tra i generi alla stregua di una lotta tra vittima – reale o potenziale – e carnefice – reale o potenziale.
Nel pieno del dibattito sulla violenza di genere – dalle molestie ai femminicidi – in un percorso in più tappe, teorico ed esperienziale, l’autrice ridisegna il maschile e il femminile e con essi la mappa del discorso sulla forza distinguendolo da quello della violenza: perché ci vuole una particolare forza sia per non essere “vittime” sia per non esercitare un potere soggiogante.”