MIGRAZIONI, CONFINI, FRONTIERE

MIGRAZIONI, CONFINI, FRONTIERE - di

Analisi dei movimenti migratori tra autonomia, soggettività, dispositivi di controllo e diritto di cittadinanza.

A cura del Laboratorio di Autoformazione dell’Università La Sapienza di Roma

L’autoformazione è una pratica di studio collettivo e autonomo dentro e contro l’università. Con essa, gli studenti sottopongono a critica il sapere accademico: se ne contesta l’assurda divisione disciplinare; se ne sottolinea l’insufficienza contenutistica e metodologica; se ne disvela la precisa funzionalità alle logiche neoliberiste. Al contrario, l’autoformazione è il dispositivo per la creazione di sapere autonomo, oltre e contro gli steccati disciplinari, immediatamente situato politicamente dentro la società e dentro conflitti che la attraversano. Per il seminario di autoformazione di quest’anno, l’Assemblea di Scienze Politiche – Aula Professori ha scelto di affrontare i temi delle migrazioni, dei confini, delle frontiere.

Il tema delle migrazioni torna frequentemente all’attenzione dell’opinione pubblica quando è correlato a eventi drammatici, quali le stragi causate dai naufragi nel Mediterraneo, o alla recrudescenza delle retoriche razziste e populiste che criminalizzano i migranti, accusandoli di rubare il lavoro che non c’è, e catalizzando su di essi le ansie, i rancori e le paure generati dalla persistente crisi economica. Identificata continuamente come “emergenza”, dall’Europa e dall’Italia la questione migrante viene affrontata politicamente come una questione di ordine pubblico o di sicurezza: detenzione amministrativa, respingimenti, contingentamento dei flussi, confinamenti. D’altra parte, quella stessa composizione migrante che si vorrebbe isolata, respinta, annientata, viene facilmente ricattata e dunque messa al lavoro in condizioni di iper-sfruttamento, nelle campagne e nelle metropoli, alimentando quell’economia informale che è indispensabile per il mantenimento in basso dei salari e dei diritti.

D’altra parte, alla migrazione vengono spinte (o costrette) anche ampie fasce di popolazione di origine europea: la mobilità dei lavoratori, assieme a quella dei capitali, è stato uno dei pilastri fondativi dell’Unione Europea, quale assunto neoliberale che pure oggi viene messo in discussione a causa delle gelosie nazionalistiche prodotte dalla diversità degli assetti welfaristici nello spazio europeo; la migrazione appare spesso come unico esito per quella classe di lavoratori cognitivi che ha acquisito competenze e saperi troppo specializzati per essere assorbiti da un mercato del lavoro in crisi.

Qual è il filo rosso che unisce fenomeni tra loro apparentemente così differenti? Quali sono e come funzionano i dispositivi giuridici e politici che vorrebbero frenare, limitare, controllare i movimenti migratori? Come si immagina una possibile autonomia delle soggettività migranti, contro le politiche di marginalizzazione e di confinamento che contro di essa vengono continuamente dispiegati? In che senso i movimenti migratori impongono di ripensare lo stesso diritto di cittadinanza? In che senso le migrazioni impongono un ripensamento degli assetti istituzionali dell’Europa? Come si ridefinisce il concetto di sovranità a partire dall’analisi di questi fenomeni? Quali nuove garanzie di reddito e di diritti per tutti sono oggi necessarie nello spazio politico europeo?

Scegliamo di affrontare il tema delle migrazioni in un periodo storico in cui i movimenti sociali che vedono i migranti come protagonisti, e le vertenze e le lotte che essi animano, acquisiscono forza e rilevanza inedite. Definitivamente oltre la logica della solidarietà, esse coinvolgono ed interrogano direttamente tutti coloro che, dentro la crisi e dentro l’Europa, pongono istanze di emancipazione.

1- Centri di Identificazione ed Espulsione [11 febbraio]

Questa iniziativa nasce dalla necessità di interrogarci sulla natura e la legittimità di alcuni strumenti di controllo e selezione delle migrazioni nel nostro territorio, come i C.I.E. (Centri di Identificazione ed Espulsione), veri e propri lager di stato, in cui migliaia e migliaia di persone, colpevoli di cercare altrove migliori condizioni di vita, vengono detenute in condizioni indegne senza alcuna attenzione ai loro bisogni e desideri.
Capire la natura giuridica e politica di questi dispositivi, in continuità con le proteste dei migranti del C.I.E. di Ponte Galeria, è il primo passo per reclamare la radicale trasformazione delle leggi che pretendono di decidere sulla vita di migliaia di migranti, creando dal basso un dibattito e delle proposte su questo tema. L’appuntamento è contingente al corteo nazionale del 15 febbraio, per chiedere la chiusura del C.I.E. di Ponte Galeria di Roma, teatro delle ultime tragiche proteste delle bocche cucite.

Ospiti: Francesca De Masi (BeFree), Salvatore Fachile (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione), Serena Chiodo (Lunaria), Infomigrante (Esc – Atelier Autogestito), Yo Migro (Strike – Spazio Pubblico Autogestito).

2- Proiezione di Stanze [7 aprile]

ll docufilm tratta del tema dell’identità e della soggettività migrante a partire dalla narrazione dell’esperienza di un gruppo di migranti somali in un centro di accoglienza di Torino.

Ospiti: i fratelli De Serio, registi del film.

3- Workshops [10-17 Aprile]

1- Analisi quantitativa. Numeri delle migrazioni, analisi descrittiva esterna e interna all’Unione Europea.

Ospiti: Paola Giacomello (professoressa di Analisi dei movimenti migratori)

2- Diritto internazionale. Schengen, Dublino III e dispositivi di blocco nel mediterraneo, focus su dispositivi giuridici di confinamento e mobilità rispetto all’ Europa.

Ospiti: Raffaele Cadin (Docente di Organizzazione Internazionale)

4- Autonomia delle migrazioni [5 maggio]

Il primo appuntamento di carattere seminariale tratterà il tema delle migrazioni secondo un approccio teorico antideterministico, ossia mettendo in luce come la complessità del fenomeno migratorio sia di fatto irriducibile a qualsiasi modello teorico preso singolarmente. Oggigiorno i movimenti delle persone non sono più rappresentabili attraverso la classica “analogia idraulica” dei flussi migratori, concepiti come ordinati e conoscibili e guidati da elementi oggettivi, così come interpretati dalla teoria dei push and pull factors. Cercheremo quindi di offrire una visione che tenga in conto dell’autonomia delle migrazioni, nonché della loro “turbolenza”, ovvero della sempre maggiore complessità in termini di accelerazione, composizione e imprevedibilità. È importante mettere in luce la presenza di una soggettività migrante che riesce sempre più a identificarsi su scala globale, decidendo autonomamente i propri spostamenti ed elaborando, rispetto ai limiti della struttura del diritto internazionale, differenti strategie di ingresso. Infine analizzeremo il rapporto tra nuova accumulazione originaria e migrazioni, mettendo in luce le modalità con le quali il sistema capitalistico si nutre di queste ultime. Di tutto ciò discuteremo anche a partire dall’ultimo libro di S. Mezzadra, “Border as a method”.

Ospiti: Sandro Mezzadra, Luca Scuccimarra.

5- Mobilità e nuove forme di confinamento [23 maggio]

Il secondo appuntamento tratta l’aspetto costruttivista delle migrazioni e indaga come la costruzione di condizioni funzionali al mercato e alle logiche concorrenziali investa anche il fenomeno migratorio. Rilevando come questo avvenga anche tramite le categorizzazioni della cittadinanza, evidentemente insufficienti sia a livello nazionale che sovranazionale, in questo appuntamento si analizza il fenomeno di inclusione differenziale a livello europeo e il modo in cui le migrazioni stesse incidano sui confini degli stati moderni e delle strutture sovrastatali. Conseguentemente discuteremo i dispositivi messi in atto per contenere e/o controllare i flussi in entrata e in uscita (Cie, Frontex, Mare Nostrum ecc..) e il loro ruolo in relazione alla ridefinizione del mercato del lavoro e della produzione nel continente europeo.

Ospiti: Enrica Rigo, Maurizia Russo Spena, Vincenzo Carbone.

6- Migrazioni e sessualità [28 maggio]

La regolamentazione genderizzata e razializzata del soggetto migrante lo incatena in un sistema di relazioni fondato sulla disuguaglianza e sulla marginalizzazione della persona vulnerabile, in genere donna, migrante e ricattabile, incentivando un vortice che riproduce esattamente gli stessi confini e le stesse condizioni che generano i rapporti i potere e di violenza nei quali a queste categorie è impedita la possibilità di conquistarsi un avvenire politico, una legittimità e dei diritti. In questo appuntamento piuttosto cercheremo di capire in quali etichette vengono inquadrati soggetti trasversali a diverse “categorie” e di conseguenza a quali mercati sono funzionali. Rifiutando la retorica della vittima, debole, esclusa, vulnerabile e priva di ogni categoria politica e ridotta solo a un paradigma assistenziale e insufficiente, e restituendole un’autonomia decisionale, proviamo ad analizzare i problemi di genere che investono le migrazioni in un ottica di sfruttamento come qualsiasi altro lavoro materiale e non in un ottica sessuale.

Ospiti: Sabrina Marchetti.