Letture in-comune

orizz_9Letture in-comune. 5 saggi brevi, 5 incontri per leggerli e discuterli collettivamente, 4 luoghi della città che resistono alle recinzioni del sapere

«…Può darsi che evitasse di leggere ad alta voce per non essere costretto da un uditore curioso e attento a spiegare qualche passaggio eventualmente oscuro dell’autore che leggeva, o a discutere qualche questione troppo complessa: impiegando il tempo a quel modo avrebbe potuto scorrere un numero di volumi inferiore ai suoi desideri…» (Confessioni, VI. 3.4)

Così Agostino, nei suoi primi giorni a Milano, a proposito di Ambrogio e di un rapporto, di una corrispondenza intellettuale che soprattutto agli inizi, agiografia permettendo, non sarà né facile né armonica – una nota di stupore, ma anche di un qualche rammarico, per un gesto, un’attitudine che può essere intesa o interpretata come vagamente ostentata e altezzosa…dirà in altro luogo Agostino, memore anche di ciò, di essere stato accolto e trattato «satis episcopaliter», con la condiscendenza ma anche con il distacco di chi sa bene di essere su una cattedra…
Era la forma elementare dell’apprendere come processo critico: la modalità più consona a favorire dapprima il passaggio dal non-conosciuto al conosciuto, ma anche e soprattutto ad aprire il colloquio, a sollecitare e a dare corpo al dialogo e alla discussione, rendendo immediatamente confrontabili le diversità e le differenze nell’approccio e nell’interpretazione – quella che permetteva di dare risposte in tempo reale ai problemi di comprensione di un testo, quella capace di anticipare domande e osservazioni e di proporre soluzioni immediate, condivise o almeno condivisibili.
La lettura collettiva: da sempre un luogo di elaborazione critica e creativa della conoscenza, da sempre strumento di unificazione delle esperienze sparse, forma di connettività tra reazioni e riflessioni altrimenti irrelate. Un esperimento, quello che proponiamo, una ripresa che dall’esperienza “esoterica” (non così voluta ma anche non casualmente avvenuta) delle cantine e dai sotterranei dello scorso anno, esce allo scoperto e va all’approdo di più accessibili “luoghi comuni”, si rivolge a un circuito più largo e cittadino di lettori e di “cultori della materia” per andare oltre la sola “proprietà individuale” di un testo, per dare privilegio e corpo collettivo al concetto e alla tesi che vengono prima della dottrina, per aprire il linguaggio dell’accademia a un confronto con una parole più agile e immediata, meno tecnica ma più emotivamente motivata e partecipata, per scoprire o riscoprire insieme (prima di ogni possibile “rilettura”) il progetto e l’intenzione dell’autore, ciò che è detto e che vuole essere detto.
I 5 testi che leggeremo nell’anno non-accademico del 2012/2013, a partire da domenica 2 dicembre ore 17:30 presso il foyer del Teatro Valle Occupato, saranno:
Esperienza e povertà, W. Benjamin
Appropriazione/divisione/produzione, C. Schmitt
Spazio di esperienza e orizzonte di aspettativa, R. Koselleck
Che cos’è la scienza?, R. P. Feynman
Istinti e istituzioni, G. Deleuze
I 4 luoghi dove si svolgeranno, sempre di domenica pomeriggio, le letture collettive sono: Teatro Valle Occupato, Cinema Palazzo Occupato, Csoa La Strada, Esc – atelier autogestito.
Per partecipare sono necessarie due condizioni: procurarsi il testo; portare con sé pazienza, dedizione, molto desiderio.

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