Jack Hirschman al Casale Garibaldi | La poesia resistente

Jack Hirschman al Casale Garibaldi | La poesia resistente - di

Mercoledì 6 giugno 2018, ore 18:30, presso Casale Garibaldi (via Romolo Balzani 87), incontro con una leggenda della controcultura e della poesia statunitense, il “poeta rosso”, Jack Hirschman.

Interventi di presentazione: Virginio Massimo (Comitato Nando Iannetti), Sergio Iagulli (Casa della Poesia di Salerno).

E reading di Jack Hirschman.

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Il reading romano vuole essere un viaggio nel corpus poetico di Jack Hirschman. Dagli anni ’60, dove, dopo la tendenza a una scrittura creativa e sperimentale (si è laureato con una tesi su Joyce), emergono i temi e gli strumenti letterari, culturali e politici fondamentali per il grande poeta statunitense (il surrealismo, la cabala, la cultura yiddish, Majakovskij, Hemingway, Artaud, Ginsberg, il jazz, la generazione beat, il comunismo). Fondamentale l’incontro con il marxismo e l’impegno politico e la conseguente capacità di commuoversi e di partecipare concretamente alle povertà e ai disagi dei più deboli nelle periferie degradate dell’impero o in qualsiasi altra parte del mondo. I testi più apertamente politici, si affiancano a bellissime poesie d’amore (per le donne della sua vita, per la madre, per gli amici più cari), conservando un’inaspettata e originale unità. Poesie dedicate alla vita di strada e alla umanità varia che la frequenta, rapidi bozzetti nei quali entrano i protagonisti dell’incubo americano, un’umanità esclusa, dolente e sofferente nel cuore dell’opulento Occidente. Avvicinandoci ai nostri giorni la scrittura di Hirschman è sempre più libera, più creativa e i temi contemporanei a lui più cari si evidenziano, si espandono, esplodono in invenzioni limpidissime. L’irruzione nel nuovo millennio è vista e descritta come una sorta di furente colpo di coda di una civiltà occidentale in agonia, senza controllo e in preda ad una arrogante frenesia autodistruttiva. Dopo il crollo dei muri e dell’altro impero, Hirschman non può esimersi dal gridare con forza il suo sdegno e la sua rabbia per le persistenti ingiustizie del mondo, continuando però ad avere fiducia nelle donne e negli uomini, e soprattutto nella poesia.