Il Manifesto comunista e noi

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5 maggio 2018, con lo speciale di DINAMO abbiamo iniziato a festeggiare il bicentenario di Marx. I festeggiamenti vanno avanti con la presentazione della nuova edizione del Manifesto comunista, il 18 maggio prossimo a Esc.

Si trattava di fare un salto in avanti: questo il problema della Lega dei Giusti. Un discorso potente, acuminato, la chiarezza del programma. In una parola, la differenza comunista. Così, tra l’autunno del 1847 e le prime settimane del 1848, prende forma il Manifesto. Marx scrive, scrive con Engels, ma discute e commenta con tante e tanti. Così nasce un cristallo teorico delle lotte operaie, della prassi sovversiva.

Il Manifesto “esplode” nel 1848, quando esplode l’Europa. Scrittura di parte nella congiuntura singolare. Testo così avvinghiato al presente da parlare, per un secolo e oltre, alle generazioni degli oppressi che non hanno smesso di ribellarsi.

E oggi? Oggi che tutto è cambiato, ma niente è finito, con chi parla il Manifesto comunista? La metamorfosi dei soggetti sfruttati, determinata dalle lotte degli anni Sessanta e Settanta (operaie e studentesche, femministe e antirazziste, anticoloniali, ecc.) quanto dalla controrivoluzione neoliberale, fa del Manifesto un ferro vecchio o, piuttosto, gli restituisce una nuova giovinezza? Queste le domande che attraversano dalla prima all’ultima pagina la nuova edizione, traduzione e commento del capolavoro di Marx ed Engels, a cura del collettivo “C17” (e per i titoli di Ponte alle Grazie).

Il Manifesto e noi. Si tratterà dunque di verificare se le pagine che hanno rappreso e rilanciato l’insubordinazione proletaria dicano ancora qualcosa a chi oggi, nel pieno del ciclo reazionario, non solo non si è arreso, ma quotidianamente anima lotte e scioperi, consolida istituzioni alternative e contropoteri. Così, il 18 maggio prossimo a Esc (a partire dalle 18:30 e fino alle 21:30), presenteremo il Manifesto e continueremo il Marx’s Party. Noi: no, non è un soggetto unitario, dai confini chiari. Si tratta di una costellazione: femministe della marea globale; sindacaliste e sindacalisti sociali; pensatrici e pensatori ostili all’ordine costituito; militanti di un tempo, militanti di oggi. Sarà dunque una jam session, come quelle del jazz. Spartito comune, certo, ma improvvisazione e scoperta collettiva.

Parteciperanno alla jam session, prendendo la parola quando avranno desiderio:

Alberto De Nicola, Dario Gentili, Fabio Gianfrancesco, Federica Giardini, Chiara Giorgi, Paolo Godani, Augusto Illuminati, Marco Mazzeo, Marina Montanelli, Tatiana Montella, Andrea Moresco, Biagio Quattrocchi, Francesco Raparelli, Stefano Re, Tania Rispoli, Miriam Tola, Paolo Virno…

 

Immagine a cura di Vittorio Giannitelli