DINAMO Talk | Lungo la linea della catastrofe

DINAMO Talk | Lungo la linea della catastrofe - di

DINAMOpress, le Camere del Lavoro Autonomo e Precario, la Libera Università Metropolitana propongono 4 conversazioni telematiche per capire il presente, per cogliere le sfide politiche imposte dalla pandemia globale. Europa, crisi economica, rivolta e sindacati negli Stati Uniti, mutualismo e reti solidali metropolitane: i temi che affronteremo in dialogo con Sandro Mezzadra, Marco Bersani, Christian Marazzi, Tania Rispoli, Pietro Bianchi e altri ancora. Nella consapevolezza che siamo nel mezzo di una svolta epocale, le bussole saltano, le lotte sociali saranno efficaci se in grado di consolidare istituzioni alternative. A seguire il programma. Gli incontri saranno disponibili in diretta streaming sul sito e sulla pagina Facebook di Dinamopress.

 

5 giugno ore 18.30

1. Nella crisi del progetto europeo: quale spazio per le lotte sociali?

Con Sandro Mezzadra e Marco Bersani

Coordina: Vanessa Bilancetti

Recovery Fund, blocco del Patto di stabilità, MES senza condizioni: la narrazione prevalente ci racconta che le istituzioni europee stanno cambiando e che «l’Europa della Troika» non esiste più. L’Unione Europea, con la sigla del Recovery Fund, ha voluto cambiare di segno rispetto al decennio di austerity seguito alla crisi finanziaria (2008-2019). Ma cosa sta veramente cambiando nei suoi equilibri interni, sia politici che economici? I 750 miliardi disposti dalla Commissione segnano veramente il superamento del progetto neoliberale europeo? Chi deciderà come impiegare le risorse? Il decennio appena trascorso ci parla anche dell’enorme difficoltà che i movimenti sociali hanno incontrato nel tentativo di organizzare lotte propriamente europee sulla redistribuzione della ricchezza, contro le crescenti disuguaglianze, per impedire che la crisi fosse pagata sempre dagli stessi. Alla luce della discontinuità imposta dalla pandemia, allora, ci chiediamo: sarà possibile mettere in campo battaglie transnazionali che democratizzino l’Europa, imponendo un uso comune della sua ricchezza? Ne discutiamo con Marco Bersani, Coordinatore nazionale di Attac Italia, per cui scrive e commenta le politiche europee, e Sandro Mezzadra, Docente di Filosofia politica all’Università di Bologna, attivista di EuroNomade, e di cui ha appena raggiunto le librerie Un mondo da guadagnare. Per una teoria politica del presente (ed. Meltemi).

 

12 giugno, ore 18

2. Il denaro conteso: Quantitative Easing e reddito di base

Con Christian Marazzi

Coordina: Biagio Quattrocchi

Abbiamo imparato a nostre spese, dopo la crisi del 2008, che la moneta è scarsa. Meglio: abbondante per pochissimi, scarsa per quasi tutti. Ovunque, ma soprattutto in Europa. Mentre la Fed ha immesso liquidità da subito nel mercato, a tutela della banche too big to fail, c’è voluta la crisi dei debiti sovrani esplosa in primo luogo in Grecia nella primavera del 2010, e divampata poi in Italia e Spagna, per convincere l’establishment dell’Eurozona a cambiare, con il Quantitative Easing di Draghi (2012). La nuova catastrofe economica imposta dalla pandemia ha riaperto il problema. Dopo i primi tentennamenti, Christine Lagarde ha confermato la linea del suo predecessore, mentre la Commissione di Ursula von der Leyen, nonostante l’opposizione di Olanda e Austria, con il Recovery Fund sta sostanzialmente introducendo una sorta di bilancio comunitario, prevedendo lo stanziamento di 500 miliardi di euro a fondo perduto. Ma i problemi non sembrano affatto risolti: la ripresa della spesa pubblica, attraverso l’importante iniezione di liquidità a sostegno degli Stati, non porta con sé abbondanza e distribuzione della ricchezza. La moneta, ormai del tutto smaterializzata e convenzionale, può essere risorsa per le imprese o reddito per tutti, cittadini e migranti. Mai come oggi è chiaro che, in assenza di un reddito di base, il «cataclisma occupazionale» aumenterà a dismisura povertà e disuguaglianze. Tra i maggiori economisti del nostro tempo, Christian Marazzi ha dedicato alla comprensione e alla critica della finanza globale studi imprescindibili. Il seminario telematico del 12 giugno pomeriggio avrà lo scopo di tornare sui temi a lui cari, ma con lo sguardo a quanto sta accadendo e accadrà nel mondo.

 

19 giugno, ore 18

3. United States are Burning

con Tania Rispoli e Pietro Bianchi

Coordina: Emanuele De Luca

Dopo tre mesi di pandemia, negli Stati Uniti ci sono 40 milioni di disoccupati. Un cittadino su quattro, infatti, ha fatto richiesta del sussidio. Al “fronte”, ovvero negli ospedali e nei servizi essenziali, le donne (infermiere, commesse nei supermercati, ecc.) hanno pagato e stanno pagando un prezzo altissimo, in termini di contagio, fatica, sofferenza; a fronte di salari da fame. E saranno sempre le donne, prevalenti nei servizi tutti, a pagare di più il «cataclisma occupazionale» in corso. Intanto l’America brucia, dopo l’ennesima uccisione di un cittadino nero da parte della polizia bianca. Neanche a dirlo, tra le decine di migliaia di morti per COVID-19 i più colpiti sono stati fin qui neri e ispanici. Nel disastro americano, si stanno però consolidando sempre di più nuovi fenomeni sindacali, con rilevante protagonismo di donne, giovani, afroamericani. Tania Rispoli e Pietro Bianchi, ricercatori, redattori di DINAMOpress e attivisti sindacali all’Università, nel seminario telematico del 19 giugno ci racconteranno quanto sta avvenendo nel mondo del lavoro, in quello della disoccupazione di massa, nella ripresa delle rivolte anti-razziste.

 

4. Nelle reti del mutualismo e della solidarietà: quali prospettive dopo la quarantena?

[in via di definizione]