2011 – Le virtù del tumulto

Tumulto-Low-fronte
Nel pieno della crisi sistemica del capitalismo globale torna attuale il dibattito sulla trasformazione radicale. Per un verso, infatti, il capitalismo della finanza e delle corporation transanazionali non intende accettare regole e considera la crisi come una caratteristica strutturale della odierna produzione di valore; per l’altro, la parabola Obama ci dimostra che il riformismo è un disco incantato e le ricette neokeynesiane armi spuntate. In questo quadro si acuiscono le tensioni sociali, soprattutto nel vecchio continente, dove con maggiore asperità colpiscono le politiche deflattive trainate dalla Banca centrale e dalla Germania. Da circa un anno l’Europa (con riferimento ad entrambe le sponde del Mediterraneo) è teatro di tumulti che vedono protagonisti i giovani, studenti e precari, e i migranti. Tumulti che, nel segnalare una resistenza potente contro l’austerity, rendono urgente la domanda sul progetto di trasformazione: qual’è l’obiettivo, infatti, dei riot metropolitani? La tematica del no-future registra adeguatamente le passioni e i discorsi che attraversano le rivolte, da Roma a Londra, da Atene a Tunisi, da Parigi al Cairo?
Obiettivo del seminario della LUM è fare i conti con queste domande, nella convinzione che i fatti di questi ultimi mesi abbiano aperto un nuovo campo di possibilità, irriducibile alla narrazione consolante della «generazione bruciata» che si ribella contro i genitori. C’è indubbiamente un vuoto di futuro e di prospettive lavorative oltre che esistenziali, ma c’è anche la ricerca di nuova politica, di un nuovo modo di qualificare la trasformazione, nelle rivolte studentesche e giovanili! Un modo che interroga immediatamente la vita e il linguaggio, le relazioni sociali e il sapere, la linea del colore e la differenza sessuale.
Ma come si articola questa ricerca con la teoria e la prassi rivoluzionaria che abbiamo conosciuto negli ultimi due secoli? Nei tumulti che attraversano le piazze europee si annida intatto il desiderio di conquistare il monopolio della decisione politica, lo Stato? In che modo, piuttosto, la rottura anche violenta non si discosta da una quotidiana costruzione di senso e di istituzioni politiche di nuova natura? Ancora, la nozione di esodo – su cui a più riprese negli ultimi anni si è concentrata l’attenzione del pensiero critico ‒ tiene conto in modo esaustivo del rapporto inedito tra tumulto e prassi costituente?
Per rispondere a queste domande il seminario della LUM si prefigge due obiettivi:
a) qualificare una costellazione concettuale teorico-politica in grado di fare i conti con la ricerca di cambiamento contemporanea. Per fare questo si proverà a rivedere criticamente testi e materiali politici che più hanno informato il dibattito dei movimenti negli ultimi venti anni.
b) appuntare l’attenzione su alcuni eventi rivoluzionari della storia degli ultimi due secoli, per dare conto compiutamente delle discontinuità irriducibili che riguardano il tempo presente e anche, di converso, dei nodi problematici che dalle grandi esperienze rivoluzionarie sono stati esibiti e che rimangono tutt’ora irrisolti.
Programma del seminario:
1. Attualità della rivolta (dall’Europa al Maghreb, all’Egitto) – Augusto Illuminati (18 febbraio)
2. Sul concetto di tumulto (in Machiavelli) ‒ Gabriele Pedullà (4 marzo)
3. Il tumulto e la teoria dell’esodo – Paolo Virno (18 marzo)
4. La rivoluzione in Europa dal 1848 alla Comune (attraverso gli scritti politici di Marx) – Paolo Vinci (1 aprile)
5. Jacqueries e istituzioni politiche – Marco Bascetta (15 aprile)
6. 1968 e la politica della differenza (attraverso gli scritti politici di Carla Lonzi) – Federica Giardini (29 aprile)
7. «Macchina da guerra» e moltitudine ‒ Francesco Raparelli e Alberto De Nicola (13 maggio)
8. Haiti e i giacobini neri – Fred Moten e Laura Harris (20 maggio)
———-ENGLISH VERSION
The virtue of turmoil
The revolt between exodus and revolution

In full swing of the systemic crisis of global capitalism, the debate among radical transformations is a living one. In fact, on the one hand the financial capitalism and transnational corporations do not accept any form of regulation and consider the crisis to be a structural condition to be viewed as part of the contemporary production of value. On the other hand, the parabola of Obama indicates that reformism has come to halt and neo-keynesian receipts are blunt weapons. This situation causes a rise in social tension, above all in the old continent, where deflationist policies dragged by Central Bank and Germany hit with more harshness. For about one year now on both sides of the Mediterranean turmoil has been spreading. The protagonists of these movements are the young, students, precarious and migrants. This turmoil indicates a powerful resistance to austerity and rises the question concerning the project of transformation: what is the goal of metropolitan riot? Is the no-future issue enough to explain the passions and the discord that animate the revolts that are taking place from Rome to London, from Athens to Tunis, from Paris to Cairo?
The aim of the LUM cycle of seminars is to deal with these questions, starting from the assumption that the events of the last months have opened a new space of possibility, a space that must not be limited to the cheering narration of the «burned generation», a generation that rebels against its parents. There is undoubtedly a gap in the future, a lack of job prospects as well as an existential void. There is however also a search for a new kind of politics, for a new way to qualify the transformation that is taking place in the revolts carried out by students and by the young. Something that urgently questions life and language, social relations and knowledge, the line of colour and sexual difference.
But how can we articulate this research with the revolutionary theory and praxis that we have known and that has taken shape over the past two centuries? Does the desire to gain a monopoly on political decision, the state, lurk among the tumult that penetrates European markets? Does the violent breakthrough differ from the everyday construction of meaning that aims at creating new political institutions? Does the concept of exodus – on which critical thinking has focused on several occasions during the last years- take full account of the unprecedented relationship among turmoil and constitutional praxis?
In order to answer these questions the LUM cycle of seminar sets two goals:
a) to qualify a theoretical and political conceptual constellation able to deal with contemporary change: we will do this through a critical review of texts and political materials that have most informed the debate of movements over the past twenty years.
b) To focus the attention on some revolutionary historical events of the last two centuries, to trace the irreducible discontinuities concerning the present and also, on the contrary, the problematic knots that the great revolutionary experiences have exhibited and that still today remain unresolved.

Seminar program:
1. Actuality of the Revolt (from Europe to the Maghreb, and Egypt) – Augusto Illuminati (Friday, 18th February)
2. On the Concept of Turmoil (in Machiavelli) – Gabriele Pedullà (Friday 4th March)
3. The Turmoil and the Theory of the Exodus – Paolo Virno (Friday 18th March)
4. The Revolution in Europe from 1848 to the Commons (through the political writings of Marx) – Paolo Vinci (Tuesday, 1stApril)
5. Jacqueries and Political Institutions – Marco Bascetta (Friday 15th April)
6. 1968 and the Politics of Difference (through the political writings of Carla Lonzi) – Federica Giardini (Wednesday, 29thApril)
7. “War Machine” and the Multitude – Francesco Raparelli and  Alberto De Nicola (Friday 13th May)
8. Haiti and the Black Jacobins – Fred Moten and Laura Harris (Friday 20th May)

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One Response

  1. Ruksis780
    Ruksis780 24 maggio 2016 at 3:41 am ·

    ruksis 102

    ruksis 103

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